DESIDERIO, TRACCIA, COABITAZIONE: UNA CITTÀ SENTITA
Questo testo nasce da un attraversamento personale della mostra “A te non resta che abitare questo desiderio”. Il desiderio viene inteso non come tensione da soddisfare, ma come condizione da sostenere nel tempo: una presenza fragile, inquieta, che attraversa materiali, corpi e spazio. Le opere costruiscono una narrazione non lineare della città, fatta di tracce, residui, memorie intermittenti e gesti quotidiani. Abitare diventa allora una pratica esposta, una forma di attenzione che accetta l’incompletezza e la coabitazione delle differenze. Il testo restituisce la mostra come un’esperienza che non si esaurisce nello spazio espositivo, ma continua a operare nel modo in cui guardiamo, tocchiamo e riconosciamo ciò che ci circonda.