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STUDIO LIMONI
Marzo 2026

CALMA, RESPIRA, TRATTIENI, ESPIRA

Partendo dalle mostre Inhale e Exhale, l’articolo riflette sul ruolo del respiro nella pratica artistica di Gaëlle Choisne. Nelle sue installazioni, materiali quotidiani, oggetti rituali e frammenti di immagini si combinano per creare costellazioni sensibili in cui memoria, spiritualità e politica convivono. Radicato in genealogie caraibiche e saperi diasporici, il lavoro dell’artista propone il respiro come gesto elementare ma profondamente relazionale, capace di connettere corpi, storie e comunità. Le opere diventano così spazi di ascolto e di cura, in cui immaginare nuove forme di attenzione reciproca e di convivenza.

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SPALLETTI, DE DOMINICIS, WEST: GEOGRAFIA DELLA LUCE

La mostra “Converging trajectories”, alla galleria Vistamare di Milano, mette in relazione le pratiche di Ettore Spalletti, Gino De Dominicis e Franz West, facendo emergere una trama di affinità che supera le differenze formali tra i tre artisti. Attraverso un dialogo tra luce, enigma e fisicità, la mostra suggerisce una comune concezione dell’opera come luogo di esperienza totale, in cui percezione, materia e pensiero si intrecciano. Più che costruire un confronto storico, il percorso restituisce l’eco di una vicinanza intellettuale e sensibile maturata nel tempo, lasciando affiorare le risonanze sotterranee che attraversano le loro pratiche.

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RITRATTO, MEMORIA E TRADUZIONE

La mostra Friends and Family di Alejandro Cesarco riflette sul ritratto come struttura di relazioni più che come rappresentazione della somiglianza. Attraverso fotografie, opere testuali e video, l’artista costruisce una costellazione di riferimenti – amici, mentori, figure letterarie e affettive – che suggeriscono come l’identità emerga da una trama di influenze e prestiti. Il lavoro di Cesarco, da sempre interessato alle dinamiche tra vedere e leggere, utilizza citazione, ripetizione e traduzione per indagare la memoria e la trasmissione delle idee. In questa prospettiva, il ritratto diventa meno una descrizione individuale che una mappa di relazioni: un archivio di gesti, frasi e presenze che continuano a risuonare nel tempo.

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COME IN UN CORO CHE PROVA AL BUIO

La mostra inaugurale di FRENCH PLACE, a Milano, non si offre come un discorso compatto: si presenta piuttosto come un campo vibrante, dove le opere non chiedono di essere allineate, ma ascoltate. In italiano, “corale” è una parola che eccede la musica. Non è soltanto un canto a più voci: è un modo di stare insieme. È un’idea di collettività che non pretende fusione, che non cancella le differenze. Questo scarto semantico — intraducibile in inglese — diventa la ferita generativa della mostra: un luogo in cui pluralità e attrito non vengono risolti, ma custoditi.

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Febbraio 2026

STANZE VUOTE, PRESENZE LEGGERE

Nella mostra "Empty Rooms II" alla Galleria Raffaella Cortese, Joan Jonas costruisce un ambiente fatto di sculture sospese, video e suono che interroga il legame tra memoria e perdita senza offrire spiegazioni. Attraverso materiali fragili e immagini che sembrano provenire da racconti lontani, l’installazione invita a una riflessione intima sul modo in cui ciò che non è più visibile continua a modellare il presente. L’esperienza diventa così un confronto personale con l’assenza, la trasformazione e la persistenza dei ricordi.

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YELLOWSAKE: IL GIALLO CHE RESPIRA

Alla ArtNoble Gallery, la mostra Yellowsake – giallocanarino di Fabio Marullo diventa un viaggio interiore nella materia e nel tempo. Attraverso un percorso immersivo che prende come simbolo l’uranio – elemento ambivalente, primordiale e invisibile – l’esposizione riflette sul nostro rapporto con la Terra e con ciò che sfugge al controllo umano. Tra immagini metamorfiche, presenze simboliche e atmosfere sospese, il visitatore è invitato a confrontarsi con una percezione più profonda della realtà, dove memoria, trasformazione e immaginazione si intrecciano. L’esperienza della mostra si traduce così in una meditazione poetica sulla fragilità e sulla potenza della materia, e sul modo in cui essa continua a lavorare silenziosamente dentro di noi.

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