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SPALLETTI, DE DOMINICIS, WEST: GEOGRAFIA DELLA LUCE

Pubblicato il 10 marzo 2026 alle ore 11:00

La mostra “Converging trajectories”, alla galleria Vistamare di Milano, mette in relazione le pratiche di Ettore Spalletti, Gino De Dominicis e Franz West, facendo emergere una trama di affinità che supera le differenze formali tra i tre artisti. Attraverso un dialogo tra luce, enigma e fisicità, la mostra suggerisce una comune concezione dell’opera come luogo di esperienza totale, in cui percezione, materia e pensiero si intrecciano. Più che costruire un confronto storico, il percorso restituisce l’eco di una vicinanza intellettuale e sensibile maturata nel tempo, lasciando affiorare le risonanze sotterranee che attraversano le loro pratiche.

 

Converging trajectories: Ettore Spalletti meets Gino De Dominicis and Franz West, installation view, Vistamare Milano, 2026.
On the monitor: Berhard Riff, Capri/Capra, 1993. Video, colour, 29 min. 40 sec. Courtesy Berhard Rif

Courtesy Vistamare Milano/Pescara. Photo by Alto Piano – Agostino Osio

 

Alcune mostre non chiedono di essere spiegate, ma piuttosto attraversate con lentezza. Converging trajectories, da Vistamare a Milano, sembra nascere da questa disposizione: lasciare che le opere stabiliscano tra loro un rapporto fatto di prossimità, attrazioni sottili, deviazioni improvvise.

Sapere che Ettore Spalletti, Gino De Dominicis e Franz West si sono incontrati più volte a Pescara aggiunge alla mostra una dimensione quasi affettiva. Non è un semplice confronto tra tre figure centrali dell’arte europea del secondo Novecento, ma la riemersione di una trama di scambi, di intuizioni condivise, di affinità forse riconosciute prima ancora di essere nominate.

 

Converging trajectories: Ettore Spalletti meets Gino De Dominicis and Franz West, installation view, Vistamare Milano, 2026

Courtesy Vistamare Milano/Pescara. Photo by Alto Piano – Agostino Osio

 

Nelle opere di Spalletti tutto sembra accadere a bassa voce. Il colore non si impone, ma si deposita lentamente sulla superficie: azzurri che trattengono la luce, rosa che sembrano emergere dalla polvere del pigmento. Guardare questi lavori significa accettare una certa lentezza dello sguardo. La superficie non si esaurisce immediatamente; vibra, cambia con la luce, si offre e allo stesso tempo si ritrae. Più che immagini, sono presenze che insistono su una forma di quiete.

A questa sospensione risponde, con una tonalità diversa, il lavoro di Gino De Dominicis. Nelle sue opere si avverte una tensione che non riguarda soltanto la forma ma il pensiero stesso dell’arte. C’è qualcosa di volutamente indecifrabile, come se ogni lavoro custodisse una domanda lasciata aperta. Il tempo, l’immortalità, l’idea di un sapere che sfugge alla logica ordinaria: tutto sembra muoversi in una dimensione obliqua, dove ciò che conta non è la soluzione ma la persistenza dell’enigma.

Con Franz West lo spazio cambia ancora. Le sue sculture introducono una presenza più diretta, quasi disarmante. Oggetti che invitano a essere presi, spostati, utilizzati; forme che sembrano nascere da un gesto immediato, come se il pensiero passasse attraverso il corpo prima ancora che attraverso lo sguardo. Nella loro apparente leggerezza c’è qualcosa di profondamente serio: l’idea che l’opera non sia separata da chi la incontra.

 

Converging trajectories: Ettore Spalletti meets Gino De Dominicis and Franz West, installation view, Vistamare Milano, 2026

Courtesy Vistamare Milano/Pescara. Photo by Alto Piano – Agostino Osio

 

Tra queste tre pratiche non c’è una vera continuità formale. Eppure la mostra lascia emergere una specie di sintonia sotterranea. In modi diversi, tutti e tre sembrano cercare un punto in cui materia, percezione e pensiero smettono di essere elementi distinti. Le superfici luminose di Spalletti, l’enigma di De Dominicis, la fisicità di West: tre modalità diverse di interrogare lo stesso spazio sensibile.

Forse è proprio qui che le loro traiettorie si avvicinano davvero. Non nella somiglianza, ma in una comune fiducia nell’opera come luogo di esperienza piena — qualcosa che non si esaurisce nello sguardo, ma continua a risuonare nella memoria, come una presenza che rimane leggermente fuori fuoco.

 

 

S. F. C.

 

 

Converging trajectories: Ettore Spalletti meets Gino De Dominicis and Franz West

Vistamare, via Spontini, 8, Milano

29 Gennaio 2026 – 28 Marzo 2026

 

PHOTO GALLERY

 

Franz West, Capra-Capri, 1993. Plastic cups, papier-mâché, gauze, mortar, paint, 50 x 20 x 22 cm

Courtesy Vistamare Milano/Pescara. Photo by Alto Piano – Agostino Osio

 

Ettore Spalletti, Trittico azzurro, 2013. Color impasto on board, gold-silver paste, pencil, cm 240 x 360

Courtesy Vistamare Milano/Pescara. Photo by Alto Piano – Agostino Osio

 

Ettore Spalletti, Calma, 2016. Color impasto on board, gold leaf, cm 150 x 150

Courtesy Vistamare Milano/Pescara. Photo by Alto Piano – Agostino Osio

 

Ettore Spalletti, Primavera, 2015. Color impasto on board, gold leaf, cm 240 x 240

Courtesy Vistamare Milano/Pescara. Photo by Alto Piano – Agostino Osio

 

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