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CALMA, RESPIRA, TRATTIENI, ESPIRA

Pubblicato il 13 marzo 2026 alle ore 11:00

Partendo dalle mostre Inhale e Exhale, l’articolo riflette sul ruolo del respiro nella pratica artistica di Gaëlle Choisne. Nelle sue installazioni, materiali quotidiani, oggetti rituali e frammenti di immagini si combinano per creare costellazioni sensibili in cui memoria, spiritualità e politica convivono. Radicato in genealogie caraibiche e saperi diasporici, il lavoro dell’artista propone il respiro come gesto elementare ma profondamente relazionale, capace di connettere corpi, storie e comunità. Le opere diventano così spazi di ascolto e di cura, in cui immaginare nuove forme di attenzione reciproca e di convivenza.

 

Gaëlle Choisne. Exhale/Inhale, 2025 installation view, kaufmann repetto, Milan Courtesy of the artist, and kaufmann repetto Milan / New York Photography by Andrea Rossetti

 

La pratica artistica di Gaëlle Choisne si muove in uno spazio in cui memoria, spiritualità e politica si intrecciano in modo inseparabile. Nelle due mostre speculari Inhale e Exhale, presentate da kaufmann repetto tra New York e Milano, il respiro diventa una struttura simbolica e sensibile attraverso cui l’artista riflette sulle condizioni del nostro presente e sulle possibilità di una riparazione collettiva.

Più che un semplice tema, il respiro appare come un gesto elementare che porta con sé implicazioni profonde: un atto fisico che ci ricorda quanto il nostro corpo sia costantemente in relazione con gli altri e con l’ambiente. Nel progetto di Choisne, questa dimensione condivisa assume anche una risonanza politica. L’espressione “I can’t breathe”, legata alla morte di George Floyd nel 2020 e alla violenza sistemica della polizia, diventa il punto di partenza di una riflessione su ciò che rende il mondo, per molti, letteralmente e simbolicamente irrespirabile.

Gaëlle Choisne. Exhale/Inhale, 2025 installation view, kaufmann repetto, Milan Courtesy of the artist, and kaufmann repetto Milan / New York Photography by Andrea Rossetti

 

Nata in Francia da madre haitiana e padre bretone, Choisne costruisce il proprio linguaggio artistico attingendo a genealogie caraibiche, cosmologie creole e tradizioni orali, mettendole in dialogo con le urgenze sociali e ambientali contemporanee. Il suo lavoro si sviluppa come un sistema di relazioni: culture diverse, temporalità lontane e saperi diasporici si incontrano per immaginare forme di cura e di resistenza. In questo senso, il respiro diventa una pratica condivisa, una possibilità di riconnessione tra comunità e mondi differenti.

Gli ambienti costruiti dall’artista si presentano come costellazioni dense, in cui sculture, immagini, profumi e oggetti quotidiani convivono nello stesso spazio. Lavanda, sale grosso ed erbe essiccate compongono amuleti che evocano pratiche di purificazione e protezione; piccole ceramiche chiamate Boudoirs suggeriscono zone di raccoglimento e di ascolto, ricordando come storicamente questi luoghi fossero spazi di incontro e di scambio tra donne, luoghi di intimità ma anche di resistenza. In questo contesto, oggetti apparentemente ordinari acquisiscono una qualità rituale e meditativa.

 

Gaëlle Choisne. Exhale/Inhale, 2025 installation view, kaufmann repetto, Milan Courtesy of the artist, and kaufmann repetto Milan / New York Photography by Andrea Rossetti

 

Una dimensione importante del progetto è rappresentata anche dalla serie Safe Space for a Passing History, in cui fotografie, talismani e frammenti di testo vengono stratificati su pannelli di legno ricavati dalle casse di spedizione di installazioni precedenti. Queste superfici non raccontano una storia lineare: piuttosto custodiscono tracce di temporalità differenti — memorie anticoloniali, tradizioni indigene, cultura popolare — che convivono come frammenti di un archivio in trasformazione.

La mostra milanese introduce inoltre opere nate durante la residenza dell’artista alla Scuola Piccola Zattere di Venezia, dove Choisne ha lavorato a stretto contatto con artigiani locali. Da questa collaborazione nasce, tra le altre cose, una lampada in vetro che rielabora la forma dei lampioni veneziani, integrando nella pratica dell’artista i ritmi e i materiali del territorio. Anche qui, il lavoro si sviluppa attraverso un dialogo: tra saperi artigianali, contesto urbano e dimensione spirituale.

 

Gaëlle Choisne. Exhale/Inhale, 2025 installation view, kaufmann repetto, Milan Courtesy of the artist, and kaufmann repetto Milan / New York Photography by Andrea Rossetti

 

In fondo, ciò che attraversa l’intero progetto è il desiderio di immaginare l’arte come uno spazio di guarigione e di attenzione reciproca. Le opere di Choisne sembrano suggerire che prendersi cura del mondo significhi innanzitutto riconoscere la nostra interdipendenza: con gli altri esseri umani, con le comunità invisibili della storia, e con le forme di vita che condividono lo stesso respiro.

 

 

S. F. C.

 

 

Gaëlle Choisne

Espira/Inspira

Kaufmann Repetto, via di Porta Tenaglia, 7, Milano

20 novembre 2025 - 25 febbraio 2026

 

PHOTO GALLERY

 

Gaëlle Choisne. Exhale/Inhale, 2025 installation view, kaufmann repetto, Milan Courtesy of the artist, and kaufmann repetto Milan / New York Photography by Andrea Rossetti

 

Gaëlle Choisne. Exhale/Inhale, 2025 installation view, kaufmann repetto, Milan Courtesy of the artist, and kaufmann repetto Milan / New York Photography by Andrea Rossetti

 

Gaëlle Choisne. Exhale/Inhale, 2025 installation view, kaufmann repetto, Milan Courtesy of the artist, and kaufmann repetto Milan / New York Photography by Andrea Rossetti

 

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