Con “Vertex”, Jason Martin presenta alla Galleria Christian Stein un ciclo di opere che indagano la pittura come esperienza fisica e percettiva. Le superfici, lavorate attraverso gesti incisivi e strumenti non convenzionali, si configurano come campi dinamici in cui luce, materia e ritmo entrano in relazione instabile. Pur radicata nell’astrazione, la ricerca di Martin lascia emergere suggestioni atmosferiche e paesaggistiche, senza mai tradursi in rappresentazione. Il risultato è una pittura che resiste alla fissità dell’immagine e si offre come spazio di percezione, invitando lo sguardo a sostare in una dimensione di continua trasformazione.
Jason Martin, Vacui, 2025,Olio su alluminio, cm.h. 190x285x10
Courtesy Artista e Galleria Christian Stein Milano. Foto Dave Morgan
In Vertex, Jason Martin sembra portare la pittura a un punto di soglia, dove l’immagine si ritrae e resta la materia, viva, esposta, vulnerabile. Alla Galleria Christian Stein, le superfici non raccontano: respirano.
Il colore non è steso, ma lavorato come una sostanza densa, attraversata da forze. Inciso, pettinato, aperto in traiettorie che trattengono il gesto e lo trasformano in ritmo. Ogni opera appare come una pelle percorsa da tensioni interne, dove la luce si deposita e subito scivola via, senza mai fermarsi davvero.
Guardare questi lavori significa accettare un'instabilità. Nulla è dato una volta per tutte: le cromie si accendono e si ritirano, le trame emergono e scompaiono, come se la pittura fosse attraversata da un movimento continuo, silenzioso ma insistente. È una vibrazione più che una forma.
Jason Martin, Tantra, 2025, Olio su alluminio, cm.h. 160x130x10
Courtesy Artista e Galleria Christian Stein Milano. Foto Dave Morgan
Eppure, dentro questa astrazione, affiorano immagini che non si lasciano afferrare: orizzonti che si aprono e subito si richiudono, correnti, stratificazioni che ricordano fenomeni naturali, ma senza mai diventare paesaggio. Sono apparizioni, più che rappresentazioni.
La pittura di Martin sembra allora sostare in uno spazio intermedio: tra superficie e profondità, tra gesto e contemplazione. In lontananza si possono avvertire le tracce dell’espressionismo di Franz Kline o il rigore rarefatto di Robert Ryman, ma qui tutto si fa più fluido, meno dichiarato, come se la storia fosse un’eco lontana.
In un tempo in cui le immagini scorrono e si consumano rapidamente, Vertex insiste su un’altra temporalità: quella della permanenza, della lentezza, dell’attenzione. La pittura non si offre, resiste. Non si lascia esaurire in uno sguardo, ma chiede di essere abitata.
E forse è proprio in questa resistenza che si apre uno spazio raro: quello in cui vedere torna a essere, ancora, un’esperienza.
S. F. C.
Jason Martin
Vertex
Galleria Christian Stein, Corso Monforte, 23, Milano
4 Marzo 2026 – 23 Maggio 2026
Jason Martin, Janus, 2025, Olio su alluminio, cm.h. 285x190x7.5
Courtesy Artista e Galleria Christian Stein Milano. Foto Dave Morgan
Jason Martin con Virgo, 2025, Olio su alluminio, cm.h. 285x190x10
Courtesy Artista e Galleria Christian Stein Milano. Foto Dave Morgan
Jason Martin, Senza titolo, 2025, Tecnica mista su alluminio, cm.h. 140x50x10
Courtesy Artista e Galleria Christian Stein Milano. Foto Dave Morgan
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