Presentiamo una riflessione sulla mostra “Keep thinking nobody does it like you here comes the sunset” di Jonathan Lyndon Chase presso Gió Marconi, soffermandoci sulla dimensione domestica come spazio di stratificazione emotiva e memoria. Attraverso ambienti quotidiani trasformati in paesaggi interiori, Chase costruisce una narrazione non lineare della vita queer nera, in cui corpo, spazio e tempo si intrecciano in modo instabile. L’articolo adotta uno sguardo introspettivo per indagare la tensione tra visibilità e opacità, tra presenza e sottrazione, evidenziando come la casa diventi un organismo vivo, capace di trattenere tracce, affetti e residui di esperienza. Ne emerge una lettura che privilegia la percezione e la risonanza emotiva rispetto all’interpretazione definitiva.
Jonathan Lyndon Chase, Keep thinking nobody does it like you here comes the sunset.
Installation view. Courtesy: the artist; Gió Marconi, Milan. Photo: Fabio Mantegna
Nella mostra Keep thinking nobody does it like you here comes the sunset di Jonathan Lyndon Chase alla Gió Marconi, tutto sembra accadere in una sospensione densa, come se l’aria fosse carica di qualcosa che non si lascia nominare subito.
Gli spazi domestici – una cucina, un letto, un pavimento da pulire – non sono mai quieti. Trattengono gesti, residui, ripetizioni. La vita quotidiana si deposita lentamente, come polvere che non viene mai davvero rimossa. E in questa stratificazione, qualcosa insiste: una memoria che non si organizza, che non si lascia ordinare, ma continua a riaffiorare nei dettagli più minuti.
Jonathan Lyndon Chase, Keep thinking nobody does it like you here comes the sunset.
Installation view. Courtesy: the artist; Gió Marconi, Milan. Photo: Fabio Mantegna
I corpi, intanto, non cercano di chiarirsi. Si mostrano e si sottraggono nello stesso momento. Sono attraversati da presenze che non sempre coincidono con ciò che si vede: affetti, desideri, stanchezze, e forse anche una forma di resistenza silenziosa. La loro voce non è lineare, non è mai completamente accessibile. Rimane una vibrazione, un linguaggio che si avverte prima ancora di comprenderlo.
La quotidianità queer nera che Chase mette in scena non si offre come racconto, ma come condizione. Non chiede di essere interpretata in modo definitivo. Piuttosto, si lascia attraversare, restando in parte opaca, in parte luminosa. C’è una delicatezza che convive con una tensione costante, come se ogni immagine custodisse insieme intimità e difesa.
Anche lo spazio sembra partecipare a questa ambiguità. Le superfici non sono mai neutre: assorbono, restituiscono, trattengono. Crepe, macchie, oggetti lasciati in sospeso diventano segni di un tempo che non scorre in modo lineare, ma si accumula. La casa, più che contenere, ricorda. E nel ricordare, si trasforma.
Jonathan Lyndon Chase, Keep thinking nobody does it like you here comes the sunset.
Installation view. Courtesy: the artist; Gió Marconi, Milan. Photo: Fabio Mantegna
Ciò che resta difficile da afferrare è forse proprio il punto centrale del lavoro. Le immagini oscillano, si spostano, sfuggono a una forma stabile. Non c’è mai un equilibrio definitivo, solo un continuo riassestarsi. In questa instabilità si apre uno spazio più intimo, quasi fragile, in cui qualcosa continua a muoversi senza bisogno di dichiararsi.
Rimane una sensazione sottile, come un pensiero che ritorna senza insistere. Qualcosa che non si chiude, ma resta in ascolto.
S. F. C.
Jonathan Lyndon Chase
Keep thinking nobody does it like you here comes the sunset
Gió Marconi, Via Tadino 15, Milano
30 gennaio 2026 – 18 marzo 2026
PHOTO GALLERY
Jonathan Lyndon Chase, Keep thinking nobody does it like you here comes the sunset.
Installation view. Courtesy: the artist; Gió Marconi, Milan. Photo: Fabio Mantegna
Jonathan Lyndon Chase, Keep thinking nobody does it like you here comes the sunset.
Installation view. Courtesy: the artist; Gió Marconi, Milan. Photo: Fabio Mantegna
Jonathan Lyndon Chase, Keep thinking nobody does it like you here comes the sunset.
Installation view. Courtesy: the artist; Gió Marconi, Milan. Photo: Fabio Mantegna
Jonathan Lyndon Chase, Keep thinking nobody does it like you here comes the sunset.
Installation view. Courtesy: the artist; Gió Marconi, Milan. Photo: Fabio Mantegna
Jonathan Lyndon Chase, Keep thinking nobody does it like you here comes the sunset.
Installation view. Courtesy: the artist; Gió Marconi, Milan. Photo: Fabio Mantegna
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