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THOMAS RUFF: LA LUCE CHE NON ILLUMINA

Pubblicato il 3 febbraio 2026 alle ore 11:00

Lontano da una lettura storica o curatoriale, l’articolo attraversa la mostra monografica di Thomas Ruff come uno spazio di permanenza percettiva, in cui la fotografia perde la sua funzione rappresentativa per diventare superficie, resistenza, durata. Attraverso uno sguardo soggettivo e intimo, la scrittura indaga il rapporto tra luce, tempo e visibilità, restituendo l’incontro con le immagini come un’esperienza corporea e instabile, in cui il vedere non coincide più con il comprendere, ma con l’accettazione dell’incertezza.

 

Thomas Ruff, Installation view. Courtesy of the artist and Lia Rumma Gallery, Milan | Naples. Photo ©️ Marco Dapino

 

C’è un momento, davanti a certe immagini, in cui smetto di chiedermi cosa sto guardando. Succede quando lo sguardo rinuncia alla sua funzione di riconoscimento e accetta di restare in sospensione. Le opere di Thomas Ruff mi portano esattamente lì: in una zona in cui la fotografia non è più una finestra sul mondo, ma una superficie che trattiene, devia, disorienta.

La luce non illumina, insiste. Si deposita come una materia autonoma, a tratti quasi opaca. Nei lavori più recenti, il movimento sembra congelato non per essere compreso, ma per essere abitato con lentezza. Linee, riflessi, traiettorie: non indicano nulla, non conducono. Rimangono. Mi accorgo che il tempo che passo davanti a queste immagini non è misurabile, perché non produce progresso. È un tempo circolare, o forse semplicemente fermo.

 

Thomas Ruff, Installation view. Courtesy of the artist and Lia Rumma Gallery, Milan | Naples. Photo ©️ Marco Dapino

 

A un certo punto lo sguardo smette di cercare un appiglio concettuale. Le forme astratte, le strutture matematiche, le superfici digitali non chiedono di essere decifrate. Non c’è un codice da risolvere, ma una resistenza da accettare. Questa resistenza non è fredda: è una forma di intimità inattesa. Come se l’immagine, invece di offrirsi, si sottraesse quel tanto che basta per restare viva.
Penso alla fotografia come a un gesto di controllo, a un dispositivo che cattura, fissa, definisce. Qui, invece, tutto sembra muoversi nella direzione opposta. Le immagini di Ruff non trattengono il reale: lo mettono in crisi. Mi sento meno spettatrice e più testimone di un processo che continua anche senza di me, come se l’opera esistesse in una temporalità propria, indifferente alla mia presenza.

 

Thomas Ruff, Installation view. Courtesy of the artist and Lia Rumma Gallery, Milan | Naples. Photo ©️ Marco Dapino

 

C’è qualcosa di profondamente corporeo in questa esperienza, anche se il corpo non è mai rappresentato. È lo sguardo a farsi corpo: affaticato, rallentato, talvolta respinto. Davanti ad alcune immagini sento il bisogno di distogliere gli occhi, non per rifiuto ma per eccesso. Come quando una luce è troppo intensa per essere sostenuta a lungo.

Resto con una sensazione ambigua, difficile da nominare. Non è fascinazione, non è distanza. È piuttosto la consapevolezza che la fotografia, qui, non serve a ricordare né a mostrare. Serve a mettere in dubbio. A rendere instabile ciò che normalmente consideriamo visibile. In questo spazio di incertezza, qualcosa si apre — non una risposta, ma una possibilità di sguardo diversa, più fragile e forse per questo più onesta.

 

 

S. F. C.

 

 

Thomas Ruff

Galleria Lia Rumma, via Stilicone, 19, Milano

15 Novembre 2025 – 10 Gennaio 2026

 

PHOTO GALLERY

 

Thomas Ruff, Installation view. Courtesy of the artist and Lia Rumma Gallery, Milan | Naples. Photo ©️ Marco Dapino

 

Thomas Ruff, Installation view. Courtesy of the artist and Lia Rumma Gallery, Milan | Naples. Photo ©️ Marco Dapino

 

Thomas Ruff, Installation view. Courtesy of the artist and Lia Rumma Gallery, Milan | Naples. Photo ©️ Marco Dapino

 

Thomas Ruff, Installation view. Courtesy of the artist and Lia Rumma Gallery, Milan | Naples. Photo ©️ Marco Dapino

 

Thomas Ruff, Installation view. Courtesy of the artist and Lia Rumma Gallery, Milan | Naples. Photo ©️ Marco Dapino

 

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