TRAME INVISIBILI OLTRE I CONFINI: ESPLORAZIONI ARTISTICHE TRA TERRA E MARE

Pubblicato il 23 maggio 2024 alle ore 11:00

Questo articolo esplora le intersezioni tra l'arte contemporanea di Betsabeé Romero e Caterina Morigi, attraverso le loro rispettive mostre "Stranieri Ovunque" e "Micro-Waters". Entrambe le esposizioni si concentrano sull'esplorazione dei confini, dell'identità e della relazione con l'ambiente, utilizzando approcci artistici diversi ma complementari. Mentre Romero mette in discussione i confini politici e culturali attraverso installazioni visive che rappresentano l'esperienza dello straniero nel mondo contemporaneo, Morigi esplora i microcosmi nascosti dei fondali marini, rivelando le alleanze invisibili tra materia viva e inorganica.

 

Betsabée Romero, Families Divided by Sharp Borders (detail), 2024. Courtesy of the artist

 

L'arte di Betsabeé Romero nell’esposizione The Endless Spiral e la mostra Micro-Waters di Caterina Morigi, sebbene apparentemente diverse, trovano un terreno comune nella loro esplorazione dei concetti di confine e appartenenza, nonché nella loro attenzione ai dettagli invisibili che formano le fondamenta della nostra comprensione del mondo. Entrambi i lavori, attraverso differenti approcci, affrontano temi di identità, territorio e relazione con l'ambiente.

L'esposizione di Betsabeé Romero alla Biennale di Venezia si concentra sull'esperienza dello straniero e sui confini politici, culturali ed economici che dividono le persone. Le sue opere, come Barbed Borders e Totem rotolanti di gomma e oro, esplorano come i confini imposti influenzino la vita degli individui, creando linee di separazione che feriscono e marginalizzano. Romero usa metafore visive potenti per evidenziare queste barriere e suggerire una critica alla loro esistenza e funzione.

 

Caterina Morigi, Sea Bones, 2024. Courtesy Galleria Studio G7, Bologna

 

Analogamente, Micro-Waters di Caterina Morigi si immerge nel microcosmo dei fondali marini, esaminando le relazioni nascoste tra materiali organici e inorganici. Questa mostra esplora i confini invisibili tra materia viva e inerte, mettendo in luce come questi limiti, apparentemente insignificanti, siano fondamentali per la costruzione e la sopravvivenza degli ecosistemi marini. La sua indagine scientifico-immaginativa rende visibili le alleanze tra coralli e rocce, rivelando una rete di interdipendenze spesso trascurata.

Entrambe le mostre si concentrano su ciò che è normalmente invisibile. Betsabeé Romero utilizza specchi distorti e installazioni per rappresentare le identità frammentate e le esperienze degli immigrati, portando alla luce le tensioni invisibili che questi individui affrontano quotidianamente. Le sue opere come “Identità” utilizzano specchi per mostrare immagini distorte, simbolo delle identità fratturate e delle percezioni distorte che la società ha degli stranieri.

 

Betsabée Romero, The shadow of the house was also broken, (detail), 2024. Courtesy of the artist

 

Caterina Morigi, d'altra parte, porta alla luce le meraviglie invisibili del mondo subacqueo. Attraverso una combinazione di immagini artistiche e scientifiche, Morigi svela le strutture microscopiche e le alleanze nascoste tra elementi minerali e organici. Questa esplorazione dei dettagli invisibili mette in risalto la complessità e la bellezza del mondo naturale, che spesso sfuggono alla percezione quotidiana.

Un altro punto di convergenza tra le due esposizioni è la loro riflessione sulla relazione dell'uomo con l'ambiente. Romero, attraverso i suoi “Totem rotolanti di gomma e oro”, critica la modernità e il consumismo, proponendo un ritorno alla memoria e alla sostenibilità. Le ruote, che una volta erano strumenti di memoria, vengono riutilizzate per raccontare storie di resistenza e sopravvivenza, opponendosi alla velocità e all'oblio della società moderna.

Morigi, esplorando i fondali marini, mette in evidenza l'interconnessione tra la vita marina e il suo habitat, suggerendo una visione più rispettosa e consapevole del nostro impatto sull'ambiente. La sua indagine su come i coralli e le rocce interagiscono evidenzia l'importanza di questi ecosistemi e la necessità di proteggerli.

 

Caterina Morigi, Sea Bones, 2024. Courtesy Galleria Studio G7, Bologna

 

Sia Betsabeé Romero che Caterina Morigi, attraverso le loro rispettive mostre, invitano il pubblico a riflettere su temi profondi e complessi come i confini, l'identità e la relazione con l'ambiente. Le loro opere, pur diverse nel medium e nell'approccio, convergono nel rendere visibile l'invisibile e nel criticare le strutture che limitano e definiscono la nostra esperienza del mondo. Questa esplorazione parallela di macro e micro, sociale e naturale, offre una visione ricca e sfaccettata della nostra realtà contemporanea, spingendo il pubblico a considerare nuovi modi di vedere e comprendere il mondo che ci circonda.

 

S. F. C.

 

Betsabée Romero

The Endless Spiral

A cura di Museum of Latin American Art (MOLAA)

Fondazione Bevilacqua La Masa

Piazza San Marco, 71C, Venezia

20 Aprile – 1 Settembre 2024

 

Caterina Morigi

Micro-Waters

Aarduork Gallery

Salizada Zorzi, 4931, Venezia

20 Aprile – 20 Giugno 2024

 

PHOTO GALLERY

 

Betsabée Romero, Families Divided by Sharp Borders (detail), 2024. Courtesy of the artist

 

Caterina Morigi, Micro waters, 2024. Aarduork Galelry, photo credits Oleksandra Horobets

 

Betsbabée Romero, Muros Punzocortantes I (Mexico - Estados Unidos), 2024. Courtesy the artist

 

Caterina Morigi, Micro waters, 2024. Aarduork Galelry, photo credits Oleksandra Horobets

 

Betsabée Romero, Breaking the Perverse Frontiers of the Mirror (detail), 2024.Courtesy of the artist

 

Caterina Morigi, Micro waters, 2024. Aarduork Galelry, photo credits Oleksandra Horobets

 

Betsabée Romero, Rolling Totem of Rubber and Gold, 2024. Courtesy of the artist

 

Caterina Morigi, Micro waters, 2024. Aarduork Galelry, photo credits Oleksandra Horobets

 

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