IRIS: L'ARMONIA DI LUCE E COLORE NELLA MOSTRA DI REGINE SCHUMANN ALLA DEP ART GALLERY

Pubblicato il 5 aprile 2024 alle ore 11:00

La mostra "Iris" di Regine Schumann, ospitata presso la Dep Art Gallery Milano e curata da Alberto Mattia Martini, offre una retrospettiva affascinante dell'eclettica artista tedesca. Attraverso circa venti opere accuratamente selezionate, la mostra esplora l'evoluzione artistica di Schumann, culminando nella sua recente serie "corners", che introduce nuove dimensioni visive e una maggiore complessità dinamica tra materiale, luce e osservatore.

 

Installation view Regine Schumann, Iris, a cura di Alberto Mattia Martini. Courtesy Dep Art Milan, photo by Bruno Bani

 

Per che non pioggia, non grando, non neve,

Non rugiada, non brina più su cade

Che la scaletta de’ tre gradi breve;

Nuvole spesse non paion, né rade,

Né corruscar, né figlia di Taumante,

Che di là cangia sovente contrade.

(Dante Alighieri, Purgatorio, Canto XXI, vv. 46-51)

 

La Dep Art Gallery Milano diventa lo spazio espositivo che accoglie la mostra Iris di Regine Schumann, curata da Alberto Mattia Martini. Questo evento rappresenta la terza esposizione personale dedicata all'eclettica artista tedesca, nata a Goslar, in Germania, nel 1961. Attraverso l’accurata selezione e l’esposizione di circa venti opere, la mostra offre un'affascinante retrospettiva dell'evoluzione artistica di Schumann, culminando nella recente serie corners, in cui l'artista esplora nuovi piani visuali, creando una maggiore complessità dinamica tra materiale, luce e osservatore.

 

Installation view Regine Schumann, Iris, a cura di Alberto Mattia Martini. Courtesy Dep Art Milan, photo by Bruno Bani

 

Il titolo stesso della mostra, Iris, evoca la figura della messaggera degli dèi nella mitologia greca, nonché la personificazione dell'arcobaleno, simbolo di unione tra cielo e terra. Questa connessione mitologica si rivela profondamente radicata nel lavoro di Regine Schumann, il cui medium principale è il plexiglass, con il quale crea opere che fondono materia e immateriale, luce e colore. Il titolo risuona in perfetta armonia con la ricerca dettagliata e approfondita di Schumann sul rapporto tra luce e colore.

Θαύμας δ᾽ Ὠκεανοῖο βαθυρρείταο θύγατρα ἠγάγετ᾽ Ἠλέκτρην: ἣ δ᾽ ὠκεῖαν τέκεν Ἶριν

(Esiodo, Teogonia, vv. 265-266, traduzione: Taumante sposò Elettra, figlia dell'Oceano dalle acque profonde, e lei gli generò la veloce Iride)

 

Il curatore Alberto Mattia Martini sottolinea: "Nelle opere di Regine Schumann, colore e luce si fondono in un'unica entità, trascendendo la realtà e immergendo lo spettatore in una dimensione senza tempo, senza confini per lo sguardo. La nuova produzione di opere dell'artista approfondisce il dialogo costante tra l'irradiazione cromatica del colore e l'iride di chi osserva, offrendo un'esperienza visiva unica, intrisa di mistero e fascino." [1]

 

[1] Dal comunicato stampa

Installation view Regine Schumann, Iris, a cura di Alberto Mattia Martini. Courtesy Dep Art Milan, photo by Bruno Bani

 

Il continuo scambio di interplay tra luce artificiale e naturale, ombra, colore e spazio si traduce in una composizione artistica dinamica, un perpetuo cambiamento che sembra animare la superficie cromatica, facendola vibrare e prendere vita. Esplorando il potenziale emotivo e simbolico del colore e la capacità della luce di cangiare la percezione, Regine Schumann ha dato forma a nuove opere con angoli smussati, evocando i grandi rettangoli di Mark Rothko, in cui la pittura sembra dissolversi, dando vita a opere caratterizzate da un'intensità visiva e una profondità concettuale uniche.

Un importante protagonista delle installazioni illuminotecniche di Regine Schumann sono le lastre di plexiglass, dalle cui velature cromatiche emerge una manifestazione epifanica di luce. Attraverso l'uso abile del plexiglass e dei pigmenti monocromatici, l'artista tedesca trasforma lo spazio espositivo in un ambiente etereo, dove la luce stessa diventa materia e l'osservatore viene trasportato in un'esperienza sensoriale unica.

 

Installation view Regine Schumann, Iris, a cura di Alberto Mattia Martini. Courtesy Dep Art Milan, photo by Bruno Bani

 

Le opere di Schumann si distinguono per la loro capacità di creare velature di colore che si fondono armoniosamente con la luce circostante. Ogni lastra di plexiglass diventa una tela su cui la pigmentazione monocromatica si diffonde, generando appunto una sorta di epifania visiva. Le varie tonalità si mescolano e si sovrappongono, creando effetti cangianti che si modificano al mutare dell'angolazione e dell'intensità luminosa.

La mostra Iris alla Dep Art Gallery Milano rappresenta un'opportunità unica per immergersi nell'arte di un'artista che, con maestria e sensibilità, esplora le possibilità illimitate di luce e colore, creando un ponte tra mondi diversi e offrendo uno sguardo in una dimensione artistica senza tempo.

 

S. F. C.

 

Regine Schumann

Iris

A cura di Alberto Mattia Martini

Dep Art Gallery

21 Marzo – 20 Aprile 2024

Via Comelico 40, Milano

 

PHOTO GALLERY

 

Installation view Regine Schumann, Iris, a cura di Alberto Mattia Martini. Courtesy Dep Art Milan, photo by Bruno Bani

 

Installation view Regine Schumann, Iris, a cura di Alberto Mattia Martini. Courtesy Dep Art Milan, photo by Bruno Bani

 

Installation view Regine Schumann, Iris, a cura di Alberto Mattia Martini. Courtesy Dep Art Milan, photo by Bruno Bani

 

Installation view Regine Schumann, Iris, a cura di Alberto Mattia Martini. Courtesy Dep Art Milan, photo by Bruno Bani

 

Installation view Regine Schumann, Iris, a cura di Alberto Mattia Martini. Courtesy Dep Art Milan, photo by Bruno Bani

 

Installation view Regine Schumann, Iris, a cura di Alberto Mattia Martini. Courtesy Dep Art Milan, photo by Bruno Bani

 

Installation view Regine Schumann, Iris, a cura di Alberto Mattia Martini. Courtesy Dep Art Milan, photo by Bruno Bani

 

Installation view Regine Schumann, Iris, a cura di Alberto Mattia Martini. Courtesy Dep Art Milan, photo by Bruno Bani

 

Installation view Regine Schumann, Iris, a cura di Alberto Mattia Martini. Courtesy Dep Art Milan, photo by Bruno Bani

 

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