GIOVANNI CHIAMENTI: AMABILI RESTI DELL'ANTROPOCENE

Pubblicato il 24 ottobre 2023 alle ore 11:00

Il 27 Settembre 2023 ha inaugurato la mostra monografica di Giovanni Chiamenti dal titolo “The Metabolic Era” presso la Galleria Art Noble di Milano. Nel percorso artistico del giovane artista veronese si percepisce il senso di inquietudine che la razza umana sta vivendo nell’epoca dei cambiamenti climatici e della natura che perisce sotto il dominio dell’Antropocene.

 

Exhibition View The Metabolic Era by Giovanni Chiamenti at Art Noble Gallaery. Ph credit Michela Pedranti

 

Nel 1923 Italo Svevo pubblica il romanzo che diventa ben presto il manifesto della psicanalisi in Italia, La coscienza di Zeno, un viaggio nell’Io del protagonista attraverso i suoi traumi e blocchi che lo portano a interrogarsi sul suo stato di salute mentale. Quello che colpisce, è il tono profetico con cui Svevo attraverso l’io narrante di Zeno Cosini descrive la fine del mondo: non è Zeno a essere ammalato o pazzo, ma è l’umanità in sé a vivere in una condizione di malattia ben radicata in profondità e l’unica via d’uscita è la totale distruzione apocalittica.

Forse traverso una catastrofe inaudita prodotta dagli ordigni ritorneremo alla salute. Quando i gas velenosi non basteranno più, un uomo fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati quali innocui giocattoli. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po’ più ammalato, ruberà tale esplosivo e s’arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo. Ci sarà un’esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie.

(Italo Svevo, La coscienza di Zeno, Rizzoli Libri, Milano, 2012)

 

Giovanni Chiamenti, Oblivious shift, 2023, video. Ph credit Michela Pedranti

Cosa resterà dell’umanità quando quest’ultima sparirà? È un interrogativo che prende forma nei lavori dell’artista Giovanni Chiamenti, esposti in mostra presso Art Noble Gallery di Milano, con il titolo The Metabolic Era. Se nelle parole di Italo Svevo, la condizione umana è messa a dura prova in relazione all’avanzare della guerra e della pulizia data dall’esplosione di bombe e ordigni durante la Grande Guerra del 15-18, Giovanni Chiamenti sposta l’asse della riflessione dal contesto bellico al contesto della natura e della manipolazione dell’ecosistema

L’umanità malata e corrotta nell’era dell’Antropocene, secondo la poetica artistica e la ricerca concettuale di Chiamenti, è vittima del suo stesso dominio sulla natura. In un certo senso, l’Antropocene rimette l’uomo al centro del mondo, come è accaduto anche nel Rinascimento con le tesi della scuola neoplatonica di Marsilio Ficino e Giovanni Pico della Mirandola; tuttavia, se nell’Umanesimo neoplatonica l’uomo è al centro del mondo come parte del Creato, nell’Antropocene l’essere umano, àntropo (ἄνϑρωπος), è il dominatore assoluto che sfrutta e abusa la natura circostante per il proprio tornaconto.

 

Exhibition View The Metabolic Era by Giovanni Chiamenti at Art Noble Gallaery. Ph credit Michela Pedranti

 

Ci ha già provato il capo nativo Duwamish e Squamish Seattle in un discorso rivolto al presidente Franklin Pierce e Isaac Stevens, governatore dell’attuale stato di Washington, nel 1855, dove descrive il modo opposto con cui l’uomo bianco è ingrato nei confronti della terra che lo ospita e della natura che lo aiuta a sostentarsi.  

Per lui [l’uomo bianco, ndr], una zolla di terra è uguale all’altra. Perché egli è un estraneo che viene di notte e ruba tutto quello di cui necessita. La terra non è sua sorella, e dopo averla esaurita, lui va via. Lascia dietro di sé la tomba di suo padre, senza rimorsi di coscienza. Ruba la terra dei suo figli. Non rispetta. Scorda la sepoltura dei suoi antenati e il diritto del propri figli. La sua sete di possesso impoverirà la terra e lascerà dietro di sé deserti.

(Trascrizione del discorso di Capo Seattle, da parte di Henry Smith)

Le forme a cui Giovanni Chiamenti dà vita rappresentano forme primitive e primordiali, appartenenti a un ricordo lontano delle prime esperienze di vita sulla Terra, dai tempi dell’esistenza cellulare. Tuttavia, c’è un sapore di profezia e di malinconia per un futuro che si avvicina vertiginosamente alle porte dell’Oggi.

 

S. F. C.

 

Giovanni Chiamenti

The Metabolic Era

Art Noble Gallery, Via Ponte di Legno 9, Milano

27 Settembre – 9 Novembre 2023

 

PHOTO GALLERY

Giovanni Chiamenti, Κατάλειμμα (Kataleimma) β, 2023, Raku ceramic, 38 x 36.5 x 10. Ph credit Michela Pedranti

 

Giovanni Chiamenti, Κατάλειμμα (Kataleimma) α, 2023, Raku ceramic, 66 x 32 x 9 cm. Ph credit Michela Pedranti

 

Giovanni Chiamenti, Πλαστιλεῖμμα (Plastileimma), series 1. Ph credit Michela Pedranti

Giovanni Chiamenti, Plastifossil 1 and Plastifossil 3, plexiglass, stainles steel_38 x 16 x 2.5 (Plastifossil 1), Plexiglass, stainles steel_38 x 18.5 x 2 (Plastifossil 3). Ph credit Michela Pedranti

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