SHOKO OKUMURA: NELL’ANIMA DEL MONDO

Pubblicato il 7 dicembre 2023 alle ore 11:00

Il giorno 16 Dicembre 2023 si concluderà la mostra “Sacri Legni” dell’artista giapponese Shoko Okumura, presso lo spazio espositivo Manifesto Blanco di Milano. Il percorso della mostra fa sì che il pubblico entri a contatto con una dimensione pura e spirituale del rapporto tra uomo e natura, tradotto nella religione shintoista della cultura nipponica.

 

Work by Shoko Okumura. Courtesy by Galleria Manifesto Blanco

 

Come è noto nell’immaginario collettivo, in Giappone convivono due fedi religiose: il Buddismo e lo Shintoismo. Quest'ultimo è il credo più longevo che si perpetra nell'arcipelago giapponese, il cui termine shintō nasce per distinguerlo dal buddismo intorno al VI secolo d.C. La parola giapponese shintō, infatti, è la crasi tra due kanji: 神, pronunciato shin e in significa spirito, e 道, pronunciato tō, con il significato di cammino. Pertanto, l'essenza profonda dello Shintō è quella di essere il sentiero che collega il mondo materiale e la dimensione spirituale, che vive e vibra all'interno della realtà tangibile. Da questo punto di vista, nello Shintoismo la concezione della natura la vede sacra, in quanto manifestazione della forza kami; il kami è oggetto di venerazione per la fede Shintō, può essere pensato come una divinità che ha dimora nelle cose della natura.

Tuttavia, i kami nella cultura giapponese non devono essere pensati come divinità simili a quelle delle culture politeiste occidentali, come si vede nel pantheon delle popolazioni greco-romane. Sono spiriti soprannaturali la cui manifestazione è simboleggiata dagli elementi naturali e sono gli intermediari tra il sacro e il profano. Quindi templi e santuari vengono costruiti in aree incontaminate, isolate dai centri urbani, per lo più nel cuore dei boschi: questo si può vedere come tradizione legata alla sacralità della natura e al posto di rilievo che essa deve mantenere nella vita umana, per consentire all'uomo di restare sempre in armonico equilibrio con il mondo.

 

Work by Shoko Okumura. Courtesy by Galleria Manifesto Blanco

 

Nella mostra di Shoko Okumura è assai palpabile questa forma spirituale, dedicata all’albero come simbolo della dimensione divina. È infatti interessante vedere come forma mentis distanti si confrontano e si comprendono vicendevolmente: nella cultura occidentale, il divino è concepito in relazione noumenica e ascensionale, in un’altra dimensione rispetto alla realtà tangibile delle cose concrete. Dall’altra parte, come esposto poc’anzi, sono molteplici le credenze orientali che proiettano ciò che è divino e spirituale come immanente e intrinseco al reale: ogni cosa ha un’anima, come gli alberi ritratti nelle opere esposte di Okumura.

Come si legge nel comunicato stampa della mostra, l’artista ha posto l’origine dei lavori esposti nel rituale cerimoniale di una pratica definita Tobusatate ((とぶさたて), ovvero la potatura degli alberi sacri che circondano le aree boschive dei templi shintoisti e grazie ai rami potati si può favorire la costruzione di templi o di torii, i portali che segnano l’ingresso nell’area sacra.

 “Il rito prevede che un ramo prelevato dall’albero venga inserito al centro del ceppo principale: infine si ringrazia l’albero per averlo potuto utilizzare.”

(Dal comunicato stampa della mostra Sacri Legni)

 

In un certo senso la cerimonia del Tobusatate sottolinea il rispetto per l’anima dell’albero che sta venendo potato e la preghiera aiuta lo spirito che abita la pianta a non sentirsi invaso dalla mano umana. L’artista utilizza proprio sezioni di rami e tronchi che sono stati potati durante la cerimonia, per la precisione si tratta di legno di hinoki, il cipresso giapponese considerato sacro. Sulle sezioni è stato posto un velo sottile di carta proveniente dal Giappone, ma utilizzata anche in Occidente per il restauro degli affreschi.

 

Work by Shoko Okumura. Courtesy by Galleria Manifesto Blanco

 

Per la sua sottigliezza, è possibile scorgere ancora i cerchi concentrici che segnano l’anima del legno e la centralità è un aspetto che Okumura mantiene vivo nelle opere esposte. Dal cuore del legno si irradia il ritratto di paesaggi effimeri, fittizi, che richiamano una dimensione di un luogo ameno, puro e incontaminato in cui il tempo scorre in pace e armonia con la natura che abita lo spazio, come ninfee e increspature di rivoli d’acqua.

L’aspetto bucolico dell’arte di Shoko Okumura, tuttavia, scaturisce dalla coscienza del dolore, a causa di una recente e grave malattia. L’hic et nunc con cui l’animo umano si confronta con l’effimero della vita che scorre velocemente, scivolando dalle mani, porta l’artista a riflettere su cosa significa essere corpo.

“Questa serie di ritratti di alberi scaturisce dunque da meditazioni di questo genere, che certamente hanno una radice connaturata nella tradizione spirituale e culturale shintoista, ispirata più dall’apprezzamento e dalla gratitudine per i doni della natura piuttosto che dal timore delle forze in essa manifestantesi: in questo universo brulicante di vita cosciente, tutto scorre e ogni cosa viene carezzata dal lieve pennello dell’artista.”

(Dal comunicato stampa della mostra Sacri Legni

Essere corpo per ritornare a essere anima.

 

S. F. C.

 

Shoko Okumura

Sacri Legni

Galleria Manifesto Blanco, via Benedetto Marcello 46, Milano

17 Novembre – 16 Dicembre 2023

 

Work by Shoko Okumura. Courtesy by Galleria Manifesto Blanco

 

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